Chi siamo - La Vecchia Trebbia

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Chi siamo

Dall'album dei ricordi

Salve, sono Maria Vigilante, titolare dell'agriturismo La Vecchia Trebbia.
Ereditata dal nonno di mio marito la nostra azienda era stata per molti anni, e fino ai primi del 1950,  un terreno coltivato a grano, che si sviluppava per quattordici ettari in una zona collinare nel Comune di Valfabbrica a circa venticinque chilometri da Perugia e meno di quindici chilometri di strada da Assisi.
Negli anni '50 furono piantati più di 700 olivi (in aggiunta a quelli gia esistenti)e una fitta pineta di circa sei ettari. Nel corso degli anni furono aggiunte anche coltivazioni di noci e un vigneto oltre a numerose piante di ciliegio. Mio marito, nativo di Perugia ma vissuto sempre a Roma, aveva, verso la fine degli anni '80, maturato la scelta di lasciare la città e di venire a vivere in campagna. Nel 1991, dopo una breve "sosta" a Roma, sono arrivata da Vancouver-Canada, per condividere questa scelta di vita con mio marito.
Da allora è iniziata l'opera di ristrutturazione dei fabbricati, l'apertura di nuove strade, il miglioramento aziendale sotto il profilo agricolo e fu allora che nacque in noi l'idea di offrire ad altri, che come noi amavano la campagna, il piacere di godere di questo ambiente meraviglioso e dei piaceri, arte e ambiente in primis, che questa stupenda regione offre. Oggi possiamo offrirvi un piacevole  soggiorno, con la possibilità, in un prossimo futuro, di offrirvi il meglio per il benessere, lo sport e lo svago.


Parlo correntemente 3 lingue: italiano, inglese e francese nella speranza di capire sempre meglio le vostre esigenze ed i vostri gusti!


La "Vecchia Trebbia" Perché questo nome?

Il nome di questo agriturismo nasce un pò da quella che originariamente era la principale coltura di questi terreni, il grano, e un pò dalla passione per le tradizioni e tutto ciò che ricorda un mondo lavorativo di non molti anni fa, ma che il progresso tecnologico ci fa apparire come appartenente alla preistoria: in passato la trebbiatura del grano è sempre stato un momento faticoso (nonché pericoloso) nella vita dei contadini che costellava il raccolto di quel cereale che ha accompagnato l'uomo nel corso dei secoli quale alimento principale: il grano

Fino a 30-40 anni fa era ancora possibile vedere lavorare, in alcune regioni d'Italia con tradizioni agricole ancora intatte, bellissime macchine per la trebbiatura azionate da trattori che oggi a confronto degli attuali sembrano macchine preistoriche. Queste macchine sono ancora oggi un esempio di quello che era l'ingegno dell'uomo tecnologico di allora e la loro intatta funzionalità, nonostante gli anni di pesante servizio, dovrebbe essere un monito per l'uomo moderno oramai abituato all'usa e getta.
Noi non amiamo qiuesta filosofia eccessivamente consumistica ed è per questo che abbiamo accettato con gioia il regalo di una
vecchia macchina per trebbiare (in dialetto "vecchia trebbia") da un carissimo amico di famiglia della generazione del dopo-guerra che con quelle macchine aveva vissuto e lavorato e che con loro era un tutt'uno sotto il profilo della solidità nel fisico e nell'integrità dei valori della vita.
Era stata recuperata da lui (non sappiamo bene dove) e conservata come un familiare con l'attenzione e il rispetto che si deve a qualcosa che rappresenta ancora oggi un monumento alla storia dell'uomo, per le sue fatiche ma anche per la sua capacità creativa, il suo ingegno e la sua manualità. E' rimasta ancora oggi come una bella signora, un pò sfiorita con il passare degli anni, ma con ancora evidenti i segni di quel fascino che una volta esercitava quando adulti e bambini si fermavano ammaliati e stupiti dalla novità e potenza del "mostro" tecnologico che allora impersonava. E alla fine della trebbiatura era, nell'aia, al centro delle grandi feste ricche di abbondanti libagioni e bevande, tra musica, danze e tanta allegria nonostante la povertà e la durezza della vita quotidiana.
Questa signora, dall'alto della sua nobiltà, ancora oggi ci guarda come se volesse ricordarci che la nostra vita, oggi per molti motivi più facile rispetto ad allora, non sembra tuttavia molto apprezzata da noi contemporanei.
Ecco allora che accettammo il bellissimo regalo della "vecchia trebbia" con l'impegno di rendergli omaggio in virtù di una idonea collocazione ed una adeguata sensibilizzazione di chiunque ad essa si fosse avvicinato per conoscerne l'avvincente storia.
Ci venne allora l'inspirazione: quale modo migliore per renderle omaggio se non quello di intitolarle la nostra azienda agricola ed agrituristica, azienda sui cui campi sicuramente tanti anni fa, lei o qualche sua vicina parente ha aiutato l'uomo nel produrre il "pane quotidiano"?

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